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22/10/2018 - N.

CIMICI INVADONO CITTA’ E CAMPAGNE, DANNI FINO 40% SU FRUTTA: "Servono contromisure"

Nelle campagne dell’Emilia Romagna è arrivata nel 2016 e in tre anni ha già provocato importanti danni ai frutteti. È la cimice marmorata asiatica (Halyomorpha halys) che attacca la frutta, in particolare le pere. Infatti i suoi primi attacchi sono avvenuti nelle province che producono maggiormente questo tipo di frutta, Modena e Ferrara, ma ben presto si è estesa al bolognese e alla province frutticole della Romagna, dove ha attaccato anche pesche, mele e kiwi. I danni provocati da questo insetto sulla frutta in generale si aggirano attorno al 10 per cento, con punte fino al 30-40 per cento in alcune aziende e determinati territori.
La cimice asiatica è particolarmente prolifica in quanto depone le uova almeno due volte all’anno con 3-400 esemplari ogni volta. La diffusione degli insetti, che non hanno in Italia antagonisti naturali, è stata favorita da temperature ben al di sopra delle medie, in un 2018 che si classifica fino ad ora come l’anno più bollente dal 1800 con il mese di settembre che ha fatto registrare temperature superiori addirittura di ben 1,82 gradi e precipitazioni inferiori del 61% la media storica di riferimento (1971-2000), sulla base dei dati Isac Cnr relativi ai primi nove mesi dell’anno. La lotta in campagna per ora può avvenire solo attraverso protezioni fisiche come le reti anti insetti a difesa delle colture perché non è possibile importare insetti antagonisti dalla Cina per motivi sanitari.
Il nome scientifico di questa cimice è Halyomorpha halys ed è un insetto originario dall`Asia orientale, in particolare da Taiwan, Cina, Giappone. Gli studiosi la definiscono una varietà estremamente polifaga che si nutre di un`ampia varietà di specie coltivate e spontanee. La cimice asiatica è solo l’ultimo dei parassiti alieni che con i cambiamenti climatici hanno invaso l’Italia, provocando all’agricoltura e alle grandi coltivazioni di soia e di mais nel nord Italia danni stimabili in oltre un miliardo. Siamo di fronte ai drammatici effetti dei cambiamenti climatici che si manifestano con una tendenza al surriscaldamento che si è accentuata negli ultima anni ma anche con il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi ed anche l’aumento dell’incidenza di infezioni fungine e dello sviluppo di insetti che colpiscono l’agricoltura.