Coldiretti Ravenna News - Coldiretti Ravenna http://www.ravenna.coldiretti.it/ Thu, 09 Jul 2020 12:36:29 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.ravenna.coldiretti.it/ 60 Decreto Rilancio, bene deroga alla 102/94 ma servono risorse adeguate contro danni da gelo ​“La deroga alla legge 102/04 farà parte del Decreto Rilancio, ma è necessario che siano stanziate risorse adeguate a soccorrere la aziende danneggiate dalle gelate della scorsa primavera”. Lo ha detto il Presidente di Coldiretti Emilia Romagna Nicola Bertinelli nel suo intervento che ha aperto l’annuale Assemblea di Coldiretti regionale, alla presenza dei componenti dell’Assemblea e del Direttore regionale Marco Allaria Olivieri. Ospiti dell’incontro il Presidente della Regione Stefano Bonaccini e l’Assessore all’Agricoltura Alessio Mammi. All'Assemblea erano inoltre presenti, in rappresentanza della Federazione Provinciale di Coldiretti Ravenna, il Direttore Assuero Zampini e il Presidente Nicola Dalmonte. “La deroga significa che le aziende danneggiate dalle gelate avranno la possibilità di accedere al Fondo di Solidarietà nazionale - commenta​ Nicola Dalmonte, Presidente Coldiretti Ravenna - abbiamo iniziato a chiedere che ci si rivolgesse al Governo con questo obiettivo il giorno dopo la prima gelata, a marzo. La deroga, anche grazie al grande lavoro svolto dalla Regione Emilia-Romagna e dall'Assessorato guidato dall'assessore Mammi, è arrivata, ma chiederemo che riguardi anche agevolazioni, sgravi contributivi e un’adeguata dotazione per le aziende colpite”. “Accogliamo con favore – ha poi aggiunto in assemblea il Presidente di Coldiretti Emilia Romagna – il via libera dell’Unione Europea all’etichetta Made in Italy su salami, mortadella, prosciutti e culatello per smascherare l’inganno della carne straniera spacciata per italiana, come chiede il 93% dei cittadini. Coldiretti ha fortemente sostenuto il provvedimento, si tratta di una novità importante per garantire trasparenza nelle scelte degli italiani e per sostenere i 5mila allevamenti nazionali di maiali messi in ginocchio dalla pandemia e dalla concorrenza sleale, per salvare il prestigioso settore della norcineria che in Italia, dalla stalla alla distribuzione, vale 20 miliardi”. Bertinelli ha poi ricordato come Coldiretti avesse già messo in campo progetti di filiera in tal senso con imprenditori che pur non avendo l’obbligo di mettere l’indicazione di origine hanno condiviso con l’associazione l’importanza di questo percorso per valorizzare le produzioni.​ “L’agricoltura deve essere centrale nella vita politica e culturale della nostra società” ha detto nel suo intervento l’Assessore Mammi. “Oggi le proprietà sono la salute e il cibo. Nei prossimi mesi sarà necessario un confronto su come rilanciare ogni filiera produttiva risolvendo i problemi strutturali che le ostacolano, penso alla filiera ortofrutticola” ha concluso l’Assessore. “Vi ringrazio per il lavoro che abbiamo svolto insieme fino a ora – ha affermato il presidente della Regione Stefano Bonaccini – dopo l’emergenza sanitaria che abbiamo affrontato negli ultimi mesi, che ha stravolto del tutto le nostre vite ci è comunque chiaro quali siano le priorità per quanto riguarda il prosieguo del lavoro con il comparto agricolo. Procederemo, come da programma, con il tavolo sulla semplificazione, dalla quale passa la ripartenza del Paese”. http://www.ravenna.coldiretti.it/decreto-rilancio-bene-deroga-alla-102-94-ma-servono-risorse-adeguate-contro-danni-da-gelo.aspx?KeyPub=GP_CD_RAVENNA_HOME|CD_RAVENNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=143937693 Thu, 09 Jul 2020 12:36:29 GMT Coronavirus, bene il via libera alle attività di selvicoltura e di cura del verde Il Governo ha accolto la richiesta di Coldiretti di inserire anche la selvicoltura e la manutenzione delle aree forestali, nonché la manutenzione del verde tra quelle essenziali che possono continuare ad essere svolte durante l’emergenza coronavirus. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel commentare positivamente il via libera al lavoro nei boschi e nei parchi annunciato dal premier Giuseppe Conte. Una decisione determinante per l’ambiente in un 2020 segnato fino ad ora da caldo e siccità che hanno creato condizioni ambientali particolarmente favorevoli allo scoppio degli incendi. La corretta manutenzione delle foreste aiuta infatti a tenere pulito il bosco e ad evitare il rapido propagarsi delle fiamme. Se gli incendi sono il pericolo più temuto, con l’avanzare della stagione e l’arrivo del caldo, lo sblocco delle attività nelle aree colpite dalla tempesta Vaia consente la rimozione del legname ancora a terra con il rischio concreto che venga attaccato dai parassiti. L’inserimento delle attività di selvicoltura tra quelle non sospese è importante quindi per consentire alle imprese del settore di tornare al lavoro e concludere le operazioni programmate. I boschi, gestiti in modo sostenibile assolvono funzioni importanti per tutta la collettività, come per la prevenzione dalle frane e dalle alluvioni, ma serve una corretta gestione per preservare i territori dall’abbandono affinché possano svolgere un insostituibile presidio rispetto all’assetto idrogeologico e mantenere un patrimonio naturale con importante valenza turistica e ambientale. Ma è importante anche il via libera ai lavori di manutenzione del verde per cercare di prevenire il dilagare di allergie ma anche per scongiurare i gravi pericoli determinati dalla caduta di alberi e rami favoriti dall’incuria e dal moltiplicarsi di eventi climatici estremi. Una necessità per intervenire nelle città nei confronti di alberi pericolanti e siepi sporgenti sulle sedi stradali con le opportune operazioni di taglio e cura del verde pubblico che ora è importante recepire anche nelle regioni dove ci sono ordinanze più restrittive. Altro aspetto è quella della necessaria difesa delle piante dall’aggressività di tanti patogeni introdotti negli anni da diverse parti del mondo che vanno affrontati adeguatamente per garantire a bellezza dei centri urbani ma anche sulla loro sicurezza. Si tratta dunque di lavori non derogabili che vanno affidati a professionisti del settore nel rispetto di tutte le precauzioni necessarie a contenere il contagio da Coronavirus. http://www.ravenna.coldiretti.it/coronavirus-bene-il-via-libera-alle-attivita-di-selvicoltura-e-di-cura-del-verde.aspx?KeyPub=GP_CD_RAVENNA_HOME|CD_RAVENNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=141869585 Wed, 15 Apr 2020 16:30:45 GMT VINO, CROLLO VERTICALE PER FATTURATO AZIENDE VITIVINICOLE E CANTINE RAVENNATI Crollo verticale del fatturato per le cantine ravennati a fronte delle limitazioni di mercato inevitabilmente scattate a seguito dell'emergenza coronavirus che mette a repentaglio il futuro del vino nella provincia con più superficie coltivata a vigneto dell'Emilia-Romagna. A lanciare l'allarme salva vigneti è Coldiretti Ravenna che sottolinea il pesante impatto sulle cantine della chiusura forzata di alberghi, enoteche, agriturismi, bar e ristoranti in Italia e all’estero, con un azzeramento delle vendite di bottiglie, mancato pagamento delle forniture già consegnate, calo delle esportazioni, il tutto aggravato anche dalle difficoltà logistiche che incontrano i clienti abituati a rifornirsi direttamente in azienda e presso le cantine stesse sfruttando la vendita diretta del vino sfuso. Senza vendite – afferma Coldiretti - le aziende non riescono a far fronte ai pagamenti e a finanziare il ciclo produttivo che, dalla campagna alla cantina, non si può fermare. “Le misure messe in campo con il blocco delle rate di mutui, prestiti, tasse, contributi sono certamente utili – afferma il Presidente provinciale Nicola Dalmonte - ma non bastano ed è indispensabile mettere a disposizione delle aziende vitivinicole liquidità sotto forma di prestiti a lunga scadenza a tasso zero e garantiti dallo Stato, pari ad una percentuale del fatturato dell’anno precedente, da erogare attraverso una semplice richiesta alle banche”. Un intervento veloce e semplice che dovrebbe essere garantito indipendentemente dalla dimensione aziendale al quale va aggiunto anche una compensazione a fondo perduto sulle perdite subite sotto forma di 'risarcimento del danno'. Ed è necessario – continua Coldiretti – che una misura similare sia garantita a bar, ristoranti, alberghi agriturismi per evitare il blocco dei pagamenti delle forniture a cui si sta assistendo e per fare in modo che non chiudano. Dalla collina alla pianura, infatti, gli effetti dell'emergenza sanitaria sul mercato del vino e sulle aziende vitivinicole ravennati sono pressoché comuni.  “Ci stiamo difendendo con i denti e le unghie – afferma Alessandra Ravagli, titolare dell'omonima azienda vitivinicola di Ragone di Ravenna – l'attivazione delle consegne a domicilio, pubblicizzata mediante il web e il passaparola sta dando buoni risultati in termini di vendite, ma è chiaro che anche su di una realtà come la mia, impostata soprattutto su vendita diretta e mercati all'aperto, la contrazione delle vendite si fa sentire e si rendono necessari e urgenti sostegni economici atti a finanziare l'attività di cura del vigneto che, come è ovvio, non si può certo fermare e che non è assolutamente sostenibile solo con le consegne a domicilio”.  Ha perso in un solo colpo un buon 50% del fatturato la cantina La Sabbiona di Oriolo di Faenza che riforniva con i propri vini il comparto Ho.re.ca, in primis ristoranti, enoteche e hotel: “Purtroppo non possiamo più contare su quel fondamentale sfogo di mercato – commenta il titolare Mauro Altini – che non può certo essere compensato dalle consegne a domicilio che per noi valgono quanto mettere un tappo ad una emorragia”. L'azienda riesce ancora ad esportare sul mercato americano grazie ad alcuni shop online, un canale alternativo che insieme alle forniture alla Gdo e al mercato tedesco, rappresenta un buon 30% del fatturato: “Ma avvertiamo già sofferenza in termini di liquidità – afferma Altini – servono provvedimenti immediati e a fondo perduto finalizzati a compensare i mancati introiti, anche perché le spese di campo devono comunque essere sostenute”.  Meglio non va in Bassa Romagna, nel territorio del Burson dove opera l'azienda agricola Zini: “Le esportazioni europee, nostro importante canale, sono ferme – spiega il titolare Franco Zini – e le vendite del prodotto sfuso, sia a privati che ai ristoranti, i primi a bloccare i pagamenti, si sono praticamente dimezzate. Per ora – aggiunge – restiamo a galla con le consegne a domicilio, ma stiamo parlando di un blando palliativo e, tra l'altro, mentre ci sono i costi di campagna da sostenere dobbiamo anche fare i conti con i danni da gelo e con la scarsità di precipitazioni, fenomeni climatici che inevitabilmente avranno ripercussioni sulla prossima produzione vitivinicola”.  A livello nazionale la Coldiretti è impegnata nella campagna #iobevoitaliano per promuovere gli acquisti e ha presentato al Governo il piano salva vigneti che, oltre alle misure già enunciate in premessa dal Presidente Dalmonte dedicate al sostegno alla liquidità e ad una 'fiscalità di vantaggio' per la filiera produttiva e distributiva, prevede sostegno alle imprese mediante lo snellimento degli adempimenti previsti dall'OCM di settore con lo sblocco immediato di tutti i pagamenti di aiuti nazionali e UE (PAC e PSR), ma anche l'avvio di misure volte al controllo dell'offerta come la 'distillazione volontaria' e la 'vendemmia verde'. http://www.ravenna.coldiretti.it/vino-crollo-verticale-per-fatturato-aziende-vitivinicole-e-cantine-ravennati.aspx?KeyPub=GP_CD_RAVENNA_HOME|CD_RAVENNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=141869506 Wed, 15 Apr 2020 16:27:28 GMT Dl Liquidità, ecco le misure per i finanziamenti alle imprese agricole Anche le imprese agricole potranno beneficiare delle opportunità previste dal cosiddetto Dl Liquidità (decreto legge 8 aprile 2020), attraverso cui lo Stato si fa garante per agevolare l’erogazione di finanziamenti da parte delle banche alle aziende in difficoltà a causa dell’emergenza Coronavirus. Il provvedimento interessa sia le aziende che presentano il bilancio sia quelle che presentano la semplice dichiarazione Iva e prevede diversi canali. Il primo viene gestito dalla Sace, società partecipata da cassa Depositi e Presti, che riguarda soprattutto le grandi imprese. Il secondo si appoggia sul fondo centrale di garanzia PMI. Per il settore agricolo, che potrà comunque beneficiare di entrambe le opportunità in base alla dimensione aziendale, è stata inoltre prevista una terza opportunità sotto forma di una dotazione finanziaria esclusiva di 100 milioni assegnati all’Ismea per il 2020. Per l’attivazione delle varie misure basta rivolgersi alla Rete Agricorporatefinance, promossa da Coldiretti (www.agricorporatefinance.it tel. 06.46974600 mail info@agricorporatefinance.it). Ma vediamo quali sono le opportunità a disposizione. Il canale riservato Ismea Il canale Ismea riservato alle imprese agricole e della pesca prevede un importo massimo finanziabile di 5 milioni di euro, da restituire in massimo 6 anni. La garanzia è senza costi e copre l’80% del finanziamento e consente la rinegoziazione di prestiti precedenti con l’aggiunta del 10% di liquidità. E’ possibile finanziare i seguenti interventi: realizzazione di opere di miglioramento fondiario; ricerca, sperimentazione, innovazione tecnologica e valorizzazione commerciale dei prodotti; costruzione, acquisizione o miglioramento di beni immobili per lo svolgimento delle attività agricole o di quelle connesse; acquisto di nuove macchine e attrezzature per lo svolgimento delle attività agricole o di quelle connesse; operazioni di rinegoziazione del debito, destinate in particolare alla trasformazione a lungo termine di precedenti passività contratte e breve ed a medio termine. Il canale Pmi Il Fondo centrale di garanzia PMI si rivolge alle piccole e media imprese (fino a 499 dipendenti) e copre: Il 100% per prestiti fino a 25.000 euro; il 90% per prestiti fino a 800.000 euro (estendbile al 100% con garanzia Confidi);  il 90% per prestiti fino a 5 mln di euro (tetto massimo) estendibile al 100% con garanzia in riassicurazione. La durata è di massimo 6 anni. Il finanziamento garantito non potrà superare il 25% del fatturato italiano dell’impresa o il doppio della spesa salariale annua sostenuta nel 2019, o il fabbisogno per costi di capitale di esercizio e per investimenti nei 18 mesi successivi (12 per le grandi imprese con meno di 499 dipendenti). Il canale Sace La garanzia Sace riguarda principalmente le grandi imprese. Quelle con fatturato minore o uguale a 1,5 mld € o con meno di 5000 dipendenti avranno garantito il 90% del finanziamento concesso. Quelle con fatturato maggiore o un numero di dipendenti superiore a 5000 vedranno garantito tra il 70% e l’80% del finanziamento. Per tutte vale la cosiddetta clausola del Made in Italy la quale prevede che il finanziamento dei costi del personale, degli investimenti e del capitale circolante deve necessariamente riferirsi a risorse utilizzate in stabilimenti e attività localizzate sul suolo nazionale. Anche qui la durata è di 6 anni. http://www.ravenna.coldiretti.it/dl-liquidita-ecco-le-misure-per-i-finanziamenti-alle-imprese-agricole.aspx?KeyPub=GP_CD_RAVENNA_HOME|CD_RAVENNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=141869347 Wed, 15 Apr 2020 16:21:49 GMT Disposizioni Coronavirus - Accesso uffici Coldiretti Ravenna In ottemperanza alle nuove restrizioni del Governo in tema di Coronavirus l’accesso agli uffici Coldiretti/Impresa Verde potrà avvenire solo per urgenze ed esclusivamente previo appuntamento telefonico o mail (ravenna@coldiretti.it Tel: 0544 210211) Si ribadisce che negli uffici occorre comunque mantenere la distanza di almeno un metro fra le persone. Confidiamo nel Vostro profondo rispetto e senso civico nell’interesse della salute di tutta la collettività e dei Vostri cari. Grazie per la collaborazione La Direzione http://www.ravenna.coldiretti.it/disposizioni-coronavirus-accesso-uffici-coldiretti-ravenna.aspx?KeyPub=GP_CD_RAVENNA_HOME|CD_RAVENNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=140968970 Wed, 11 Mar 2020 14:07:38 GMT In 10mila per chiedere aiuto contro la cimice killer Sono migliaia gli agricoltori della Coldiretti giunti da tutta l’Emilia-Romagna all’inaugurazione della Fieragricola di Verona per denunciare e fermare, insieme a sindaci e assessori dei Comuni colpiti, la strage senza precedenti provocata dall’arrivo della cimice asiatica rovina raccolti. Dopo mucca pazza, aviaria e xylella, la cimice killer dei campi è arrivata in Italia a causa dei cambiamenti climatici e per via dei ritardi nella lotta, prevenzione e nei controlli da parte della Unione Europea. In fiera, tra striscioni e cartelli di protesta che testimoniano le storie drammatiche delle aziende colpite, centinaia di imprenditori agricoli, tra i quali molti giovani frutticoltori della provincia di Ravenna guidati dal Delegato provinciale Giovani Impresa Michele Graziani e dal Presidente di Coldiretti Ravenna Nicola Dalmonte.  “La cimice - ha affermato Graziani - sta mettendo in ginocchio  centinaia di aziende della nostra provincia senza che siano state attivate misure di sostegno comunitarie adeguate a fronteggiare una vera emergenza”. A partire dal 2019 l’insetto asiatico ha devastato campi e frutteti, con un danno che supera i 740 milioni di euro a livello nazionale, ben 270 nella sola Emilia-Romagna (il 36% del dato nazionale), oltre 35 nella provincia di Ravenna, culla della frutticoltura regionale.  Numeri pesanti quelli riportati nel Dossier presentato dalla Coldiretti: “L’invasione della cimice ha generato notevoli danni economici in campo, ma l’impatto - ha aggiunto il Presidente Dalmonte - è pesantissimo anche a livello occupazionale, perché la perdita dei raccolti si traduce anche in perdita di giornate di lavoro, con tutte le conseguenze sociali del caso”.  Coldiretti, alla presenza del Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, ha illustrato poi l’urgente piano di intervento nazionale studiato al fine di frenare l’emergenza, piano che prevede aiuti straordinari alle imprese, azioni di contenimento dell’insetto anche con un programma coordinato di trattamenti fitosanitari e sperimentazioni su insetti antagonisti, oltre a misure per la difesa del settore ortofrutticolo Made in Italy con un sistema straordinario di verifica sulle importazioni. A livello nazionale – sottolinea la Coldiretti - si attende infatti il via libera del Ministero dell’Ambiente che, sentiti il Ministero delle Politiche agricole e il Ministero della Salute, deve emanare le linee guida per il ‘lancio’ della vespa samurai, nemica naturale della cimice, ma ci vorranno anni prima che la lotta sia efficace. “E’ necessario pertanto colmare questo arco di tempo con sostegni adeguati per consentire alle aziende agricole di sopravvivere all’assedio del pericoloso insetto” - ha affermato il presidente nazionale Ettore Prandini nel sottolineare che “considerata la gravità della situazione è indispensabile aprire il confronto anche con le istituzioni europee coinvolgendo l’UE sia per quanto riguarda gli aiuti alle imprese danneggiate che i controlli alle frontiere comunitarie, necessari per contrastare l’arrivo di altri insetti dannosi e l’import di frutta e ortaggi trattati con antiparassitari vietati in Italia”. A livello nazionale, nonostante gli importanti sforzi fatti per integrare il fondo di solidarietà con 80 milioni di euro della legge di bilancio 2020, è necessario inoltre adeguare le risorse ai danni che si sono verificati con un piano pluriennale, proposta condivisa anche dal Governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Coldiretti chiede da tempo di rendere sistematico l’intervento del fondo e un Commissario unico che coordini gli interventi a livello regionale e nazionale con un tavolo di regia tra i ministeri di Agricoltura, Sanità, Ambiente, Rapporti UE e le Regioni maggiormente coinvolte. Nelle zone colpite dal flagello – conclude la Coldiretti - è necessaria la dichiarazione dello stato di calamità e la delimitazione delle aree danneggiate con sostegni alle imprese agricole mediante moratoria sulle rate dei mutui, sospensione del pagamento degli oneri contributivi, indennizzi a fondo perduto per i danni subiti e le perdite di reddito e lo sviluppo di fondi di intervento mutualistici. http://www.ravenna.coldiretti.it/in-10mila-per-chiedere-aiuto-contro-la-cimice-killer.aspx?KeyPub=GP_CD_RAVENNA_HOME|CD_RAVENNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=140108722 Thu, 30 Jan 2020 12:49:46 GMT Cambiamenti climatici e cimice asiatica responsabili della scomparsa di 1 pianta da frutto su 4 Negli ultimi venti anni è sparita quasi una pianta da frutto su quattro, fra mele, pere, pesche, albicocche e altri frutti con un gravissimo danno produttivo ed ambientale per il ruolo che svolgono nella mitigazione del clima anche ripulendo l’aria dall’anidride carbonica e dalle sostanze inquinanti come le polveri PM10. E’ quanto emerge dal Rapporto Coldiretti su “Sos Clima per l’agricoltura italiana” diffuso al Villaggio contadino di Bologna con l’Arca di Noè della fattoria italiana con animali, piante e cibi a rischio di estinzione e decine di migliaia di agricoltori, giovani e studenti insieme al presidente Coldiretti Ettore Prandini nel giorno del terzo sciopero mondiale per il clima cui hanno aderito centinaia di giovani agricoltori ravennati. Il “frutteto italiano”, a causa dei cambiamenti climatici, ai quali si somma la recente invasione degli insetti ‘alieni’, come la cimice asiatica, ha visto un crollo netto del 23% nello spazio di un ventennio secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat. Il taglio maggiore ha interessato pesche e nettarine con la superficie quasi dimezzata (-38 %), seguiti da uva da tavola (-35%), pere (-34 %), mele (-17%). Un danno economico ed occupazionale rilevante per il Sistema Paese, ma che colpisce anche l’ambiente, poiché con la scomparsa dei frutteti viene a mancare il prezioso ruolo di contrasto dell’inquinamento e del cambiamento climatico svolto proprio dalle piante, capaci di ripulire l’aria da migliaia di chili di anidride carbonica e sostanze inquinanti come le polveri PM10. Basti pensare che la superficie italiana destinata a colture legnose (frutteti, vigneti, ecc.) è di circa 2.5 milioni di ettari, che corrispondono al 25% della superficie boschiva italiana. Non a caso recenti studi hanno sottolineato il ruolo positivo della frutticoltura nella tutela dell’ambiente. Un ettaro di frutteto in produzione è in grado di catturare 20mila kg di anidride carbonica (CO2) all’anno e abbassando la temperatura dell’ambiente circostante I cambiamenti climatici hanno peraltro un impatto negativo anche sullo stesso valore dei terreni che, secondo il rapporto dell'Agenzia Ue per l'ambiente (Eea), potrebbero subire una perdita tra il 34 e il 60% nei prossimi decenni rispetto alle quotazioni attuali. Oltre il maltempo, la frutticoltura ravennate sta pagando anche il conto pesante dei danni provocati dalla cimice asiatica, solo l’ultima specie aliena delle tante arrivate in Italia per effetto dei cambiamenti climatici, della globalizzazione del commercio e soprattutto per via dei controlli inadeguati alle frontiere comunitarie. Questioni al centro dell’incontro svoltosi tra gli assessori regionali all’agricoltura e il Ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova che oggi sarà al Villaggio Coldiretti di Bologna proprio per affrontare queste tematiche vitali per il settore e l’intera società. IL CROLLO DEL FRUTTETO ITALIA NEGLI ULTIMI 20 ANNI Pesche e nettarine -38% Uva da tavola -35% Pere -34% Mele -17% Fonte: elaborazione Coldiretti su dati Istat http://www.ravenna.coldiretti.it/cambiamenti-climatici-e-cimice-asiatica-responsabili-della-scomparsa-di-1-pianta-da-frutto-su-4.aspx?KeyPub=GP_CD_RAVENNA_HOME|CD_RAVENNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=136831014 Sun, 29 Sep 2019 07:55:13 GMT IL BUONO E IL BELLO DELLA CAMPAGNA RAVENNATE IN VETRINA AL VILLAGGIO COLDIRETTI DI BOLOGNA Lo scalogno di Romagna coltivato sulle colline di Riolo Terme, la mora romagnola salvata dall’estinzione dagli allevatori delle colline faentine, l'olio extravergine di Brisighella, prima DOP d’Italia, ma anche le uova 'toccasana' da galline allevate a terra tra i calanchi, la buona frutta fresca appena colta nella campagna di Solarolo, i salumi di maialino della Bassa Romagna naturali perché privi di conservanti, i succhi 100% da melagrane di Faenza e ancora le mitiche lumache di terra made in Romagna, il miele da apicoltura biologica, la quinoa ravennate e la vera birra agricola con luppolo tutto romagnolo. Queste le tante eccellenze prodotte dalle aziende della rete di Campagna Amica, nata per valorizzare e tutelare le aziende agricole e le produzioni locali che rispettano la tradizione e fanno innovazione. Eccellenze contadine della nostra provincia che i visitatori del Villaggio Coldiretti di Bologna potranno conoscere dalla viva voce dei produttori ma anche assaggiare e acquistare fino a domani sera alle 21 nel grande mercato allestito al Parco della Montagnola. Prodotti di qualità che Coldiretti, con l’aiuto delle istituzioni italiane ed europee, punta a proteggere dal pericolo dei dazi alle esportazioni negli Stati Uniti dopo la decisione del Wto di approvare la richiesta del governo Usa di imporre tariffe su alcuni beni europei nell'ultimo capitolo di una disputa bilaterale sui sussidi agli aeromobili, decisione contro cui la Commissione Europea ha presentato le opportune controdeduzioni. Secondo indiscrezioni, a fronte di una lista Usa di prodotti da sottoporre a dazio per un valore totale di 21 miliardi di dollari, la sentenza del Wto potrebbe “autorizzare” il 30 settembre dazi per un importo compreso tra 5 e 10 miliardi di dollari. Il conto più salato per il Belpaese potrebbe essere proprio a carico del Made in Italy agroalimentare, in particolare formaggi, Parmigiano Reggiano in primis, ma anche vini, salumi, pasta, olio extravergine di oliva, uva, marmellate, succhi di frutta, pesche e pere in scatola. “Si tratta della prima sfida che dovrà affrontare la nuova Commissione Europea guidata dalla tedesca Ursula von der Leyen che dovrà gestire i complessi rapporti con lo storico alleato, ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini sottolineando al Premier Giuseppe Conte, intervenuto in mattinata al Villaggio Coldiretti, la necessità di fare il possibile per “evitare che si inneschi uno scontro dagli scenari inediti e preoccupanti che rischia di determinare un pericoloso effetto valanga sull’economia e sulle relazioni tra le due sponde dell’Atlantico”. Prandini ha poi espresso apprezzamento per le parole del Presidente del Consiglio che si è impegnato a non intervenire sul gasolio agricolo e sulla fiscalità in agricoltura accogliendo di fatto le sollecitazioni della Coldiretti. Domani ultima giornata per visitare il Villaggio Coldiretti, aperto dalle 9 alle 21. Tra gli ospiti previsto l’intervento del leader della Lega Matteo Salvini. http://www.ravenna.coldiretti.it/il-buono-e-il-bello-della-campagna-ravennate-in-vetrina-al-villaggio-coldiretti-di-bologna.aspx?KeyPub=GP_CD_RAVENNA_HOME|CD_RAVENNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=136830835 Sun, 29 Sep 2019 07:47:51 GMT Progetto 'Marevivo 2019', apre sportello informativo sulla Pesca In seguito alla Convenzione MIPAAFT del 27 dicembre 2017 relativo all’assistenza tecnica alle imprese di pesca nel quadro delle azioni previste dalla politica comune della pesca (PCP) e degli affari marittimi, si comunica che Coldiretti Impresa Pesca Emilia Romagna attiverà uno sportello presso la sede Coldiretti in Via Pareto 1 - San Vito (RIMINI) Tel. 0541.742363 dove sarà possibile ottenere informazioni relativi al piano di gestione dei mari, all’eccessivo sfruttamento delle risorse biologiche marine e alle misure tecniche imitative dell’esercizio dell’attività di pesca al fine di conservare e gestire le risorse ittiche, il tutto tramite un uso proporzionato delle risorse, allo sviluppo della biomassa della specie, ad una pesca sostenibile, con un riscontro economico del produttore sostenendo la competitività e redditività delle imprese di pesca e migliorando i settori della trasformazione e commercializzazione del pesce, anche con una più forte attenzione al consumatore. Lo sportello sarà aperto dalla fine di agosto fino a metà ottobre. Per info: GIORGIO RICCI 3351405298, DENNIS CALANCA 3386396552  Di seguito giornate e orari di apertura http://www.ravenna.coldiretti.it/progetto-marevivo-2019-apre-sportello-informativo-sulla-pesca.aspx?KeyPub=GP_CD_RAVENNA_HOME|CD_RAVENNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=135026636 Thu, 08 Aug 2019 12:36:54 GMT ORTOFRUTTA MADE IN ITALY: innovazione, politiche e consumi L’ortofrutta Made in Italy con le innovazioni, l’andamento della domanda in Italia e all’estero e le necessarie politiche di sostegno alla crescita, ma anche le sinergie con nuove alleanze, sono al centro dell’appuntamento promosso dalla Coldiretti mercoledì prossimo 8 maggio 2019 alle ore 14,30 al MACFRUT 2019 nella Sala Neri 2, Expo Center di Rimini. Sarà presentato l’accordo tra Coldiretti e Unaproa, l'Unione Nazionale tra le Organizzazioni dei Produttori Ortofrutticoli, agrumari e di frutta in guscio.   All’incontro partecipano, tra gli altri, il presidente della Coldiretti di Rimini Guido Cardelli Masini, Mattia Noberasco della Noberasco Spa, Felice Adinolfi, dell’Università degli Studi di Bologna, Paolo De Castro Primo Vice presidente Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo e il vice presidente di Unaproa Felice Poli con le conclusioni del Presidente nazionale della Coldiretti Ettore Prandini.   Nella tre giorni riminese lo stand di Coldiretti Emilia Romagna ospiterà rappresentanti di SIS, Società Italiana Sementi, di Bonifiche Ferraresi, Unaproa e dei consorzi della Patata Dop di Bologna, dell’Aglio di Voghiera Dop e dello Scalogno di Romagna IGP. http://www.ravenna.coldiretti.it/ortofrutta-made-in-italy-innovazione-politiche-e-consumi.aspx?KeyPub=GP_CD_RAVENNA_HOME|CD_RAVENNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=131695158 Mon, 06 May 2019 12:07:43 GMT Piano lupo, passo avanti ma occorre garantire rapidità e certezza degli indennizzi anche per i danni indiretti Salviamo le migliaia di pecore e capre sbranate, nonché le mucche sgozzate lungo tutta la Penisola dove la presenza si è moltiplicata negli ultimi anni con stragi negli allevamenti. È quanto afferma Coldiretti Ravenna in riferimento al Piano Lupo presentato dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa che rappresenta un passo in avanti per cercare di ripristinare una situazione di equilibrio. Serve la stessa responsabilità nella difesa degli allevamenti e allevatori che con coraggio continuano a presidiare le montagne e a garantire la bellezza del paesaggio. Non si possono lasciar morire pecore e vitelli e costringere alla fuga tantissime famiglie che da generazioni popolano colline e montagne, ma anche i tanti giovani che faticosamente sono tornati per ripristinare la biodiversità perduta con il recupero delle storiche razze italiane. Ecco, allora, che diviene prioritario affiancare al Piano Lupo l’apertura di canali rapidi ed efficaci per garantire giusti indennizzi alle aziende che subiscono danni dai frequenti attacchi. “I risarcimenti – afferma Nicola Grementieri, responsabile Coldiretti per il Comprensorio dell’alta collina faentina – devono essere certi, arrivare con rapidità, senza intoppi e complicazioni burocratiche e soprattutto coprire anche i danni indiretti”. I risarcimenti, infatti, attualmente non tengono conto delle ingenti perdite dovute alla riduzione di produzione (latte, carne, aborti) conseguenti agli attacchi dei predatori, ma si limitano a coprire, quando va bene, solamente il valore del capo ritrovato sbranato. “Tutti questi lacci e lacciuoli burocratici – afferma Grementieri – non solo spesso scoraggiano gli allevatori che hanno subito attacchi dal denunciarli, ma mettono a repentaglio in molte aree l’attività di allevamento”. I numeri relativi al biennio 2017-2018 sono eloquenti: in totale gli attacchi segnalati e poi certificati dall’Ausl sono stati 8, equamente divisi tra le due annualità, tutti nei territori di Casola Valsenio, Riolo Terme e Brisighella: “Ebbene – commenta Grementieri – di questi casi, che sappiamo essere solo una minima parte di quelli realmente avvenuti, ad oggi solo 2, relativi al 2017, sono stati risarciti dalla Regione”. Ci aspettiamo – conclude Coldiretti Ravenna – un impegno concreto per tutelare un bene comune con un sostegno pubblico a sistemi di difesa appropriati e un adeguato rimborso dei danni, con procedure amministrative semplificate e rapide, problema ancora insoluto non solo per i danni da lupo, ma anche più in generale per la fauna selvatica che, peraltro, è il caso sia degli ungulati che dei lupi, sta scendendo sempre più a valle, diventando prima di tutto un problema di sicurezza sociale”. http://www.ravenna.coldiretti.it/piano-lupo-passo-avanti-ma-occorre-garantire-rapidita-e-certezza-degli-indennizzi-anche-per-i-danni-.aspx?KeyPub=GP_CD_RAVENNA_HOME|CD_RAVENNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=130651826 Thu, 04 Apr 2019 17:44:51 GMT RISTRUTTURAZIONE E RICONVERSIONE VIGNETI CAMPAGNA 2019/2020: DOMANDE ENTRO IL 31 MAGGIO 2019 E’ stata pubblicata nei giorni scorsi la delibera di Giunta Regionale che approva le nuove disposizioni relative alle domande di contributo della misura ristrutturazione e riconversione vigneti per la campagna 2019/2020 Un bando da 15 milioni di euro rivolto alle imprese agricole emiliano-romagnole per la ristrutturazione e la riconversione di vigneti, adatti alla produzione di vini Doc e Igp, valorizzando i vini di qualità legati al territorio. ·        Possono accedere al bando Gli imprenditori agricoli singoli o associati, i conduttori di superfici vitate o chi possiede un’autorizzazione al reimpianto. ·        Previsti diversi tipi di interventi: dalla riconversione varietale, cioè il reimpianto di una varietà di vite di maggior pregio enologico o commerciale o il sovrainnesto su impianti esistenti, alla ristrutturazione, come la ricollocazione del vigneto in una posizione più favorevole o il reimpianto con modifiche al tipo di allevamento, fino al passaggio a tecniche di gestione più efficaci, quali l’introduzione di impianti irrigui o la modifica della forma di allevamento. ·        Superficie minima dell’intervento 3000 mq. ·        I lavori di ristrutturazione e riconversione vigneti, per i quali è richiesto il contributo dovranno iniziare solo in data successiva alla presentazione della domanda e terminare entro il 3 giugno 2020. ·        Le domande possono essere presentate, tramite il CAA, sulla piattaforma Siag di AGREA  fino al prossimo 31 maggio. Invitiamo Tutte le aziende interessate a prendere contatto con l'ufficio CAA COLDIRETTI della Zona di riferimento per un esame della propria situazione aziendale,  dove troverete una consulenza puntuale da parte di nostri tecnici qualificati , al fine di valutare il possesso dei requisiti previsti dalla normativa e per predisporre l’ eventuale domanda  di contributo . http://www.ravenna.coldiretti.it/ristrutturazione-e-riconversione-vigneti-campagna-2019-2020-domande-entro-il-31-maggio-2019.aspx?KeyPub=GP_CD_RAVENNA_HOME|CD_RAVENNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=130650411 Thu, 04 Apr 2019 17:05:07 GMT Cervia, oltre 200 pensionati coltivatori al primo Forum Intergenerazionale sulla Salute Si è aperta con un commovente ricordo di Francesco Gallina, per oltre venti anni autorevole e stimato punto di riferimento dei pensionati Coldiretti di Ravenna, la tradizionale Festa della Federpensionati provinciale. In un’aula magna dell’istituto Alberghiero Tonino Guerra di Cervia affollata da più di 200 associati, il Segretario Nazionale Federpensionati Danilo Elia, insieme al Presidente Coldiretti Ravenna Nicola Dalmonte e all’attuale Presidente provinciale dei Pensionati Coldiretti, Giancarlo Merendi, hanno ricordato il compianto Francesco, scomparso improvvisamente pochi mesi fa, donando alla moglie Riccarda e alla figlia Maria Teresa la medaglia d’argento della Federpensionati. Dopo il benvenuto affidato ai ‘padroni di casa’, il vicesindaco del Comune di Cervia Gabriele Armuzzi e il Dirigente scolastico Giorgio Brunet, la mattinata è stata l’occasione per fare il punto sui progetti per il futuro dell’agricoltura provinciale avviati da Coldiretti, “dalla battaglia per l’etichettatura trasparente e obbligatoria di tutti i prodotti condotta a livello europeo con la petizione #Stopciboanonimo – ha spiegato il Presidente Dalmonte – all’apertura del primo Mercato Coperto agricolo dell’Emilia-Romagna, inaugurato il 17 novembre scorso proprio a Ravenna” e oggetto di una presentazione affidata alla Presidente di Agrimercato Alessandra Ravagli. Dalla fase sindacale si è passati poi al tema centrale della giornata con l'apertura del primo FORUM PROVINCIALE INTERGENERAZIONALE SULLA SALUTE che ha visto la biologa Sara Tagliaferri, dell'Università di Parma, relazionare sullo stato di avanzamento del 'Progetto Sprintt', il più grande studio mai condotto a livello mondiale per verificare se il rischio di diventare disabili possa essere ridotto intervenendo sulla fragilità fisica dell'anziano. Coordinato in Emilia-Romagna, per l'appunto, dall'Università di Parma, lo studio ha preso in esame, nell'arco dell'ultimo biennio, un campione di ultrasettantenni, evidenziando l’importanza di una sana alimentazione e di uno stile di vita di qualità per mantenersi in buona salute. Fondamentale, in tal senso, anche il compito degli agricoltori, come evidenziato nel suo intervento dal Delegato di Giovani Impresa, il movimento under 35 della Coldiretti, Michele Graziani che ha sottolineato l'attenzione delle nuove generazioni a produzioni sempre più green, sostenibili e salutari, mentre Laura Cenni, responsabile provinciale Donne Impresa, ha posto l'accento sull'attività di educazione ad una corretta alimentazione, locale e di stagione, condotta da più di 20 anni nelle scuole dal movimento femminile della Coldiretti. Chiusura affidata al Segretario nazionale Federpensionati Elia che ha ribadito l'impegno dell'associazione sul fronte della salute e delle politiche di welfare perché – ha detto - “se è vero che le attuali generazioni hanno una traiettoria di vita di oltre venti anni maggiore delle precedenti, è indispensabile che le istituzioni mettano in atto politiche che tutelino seriamente l’autonomia personale e la non autosufficienza, anche mediante migliori e più accessibili servizi di assistenza”. http://www.ravenna.coldiretti.it/cervia-oltre-200-pensionati-coltivatori-al-primo-forum-intergenerazionale-sulla-salute.aspx?KeyPub=GP_CD_RAVENNA_HOME|CD_RAVENNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=129811164 Mon, 18 Mar 2019 12:53:15 GMT BUROCRAZIA: MOBILITAZIONE COLDIRETTI CONTRO RITARDI REGIONE Oltre 200 nuove aziende di giovani imprenditori rimaste prive di fondi per gli investimenti, una malaburocrazia che ruba agli agricoltori 100 giorni all’anno dell’attività in azienda, 300 mila animali e 5.000 allevamenti in meno in 10 anni. Coldiretti Emilia Romagna si mobilita contro il ritardo della Regione nel portare a compimento interventi fondamentali per la competitività dell’agricoltura regionale. Il consiglio direttivo dell’organizzazione, guidato dal presidente regionale di Coldiretti, Nicola Bertinelli che lunedì 4 febbraio incontrerà il presidente della Regione Stefano Bonaccini, è pronto a chiamare a raccolta gli associati per denunciare ritardi e inadempienze delle istituzioni regionali su interventi e normative che stanno zavorrando uno dei settori fiore all’occhiello della nostra economia in termini di occupazione e di produzione di ricchezza. Non sono stati mantenuti – afferma Coldiretti Emilia Romagna – gli impegni assunti dalla Regione nei nostri confronti per valorizzare l’agricoltura regionale. Sul fronte delle imprese giovanili – denuncia Coldiretti Emilia Romagna – l’agricoltura emiliano romagnola è l’unico settore con segno positivo in termini di occupazione e di nuove aziende (+3,2% a settembre 2018 rispetto all’anno precedente), ma mancano 15 milioni nei bandi del Piano di Sviluppo rurale per sostenere gli investimenti delle aziende che costituiscono il futuro dell’agricoltura. Nel settore degli allevamenti, che contribuiscono a formare la metà dei 4,5 miliardi di Produzione lorda vendibile regionale, la Regione, un tempo all’avanguardia, oggi si limita al trasferimento di fondi nazionali ed europei – afferma Coldiretti Emilia Romagna – mentre occorre che, tramite il sistema sano ed efficiente dell’Associazione regionale Allevatori, la stessa Regione intervenga con risorse proprie sul fronte dell’assistenza tecnica, del miglioramento genetico, della sperimentazione e divulgazione, fondamentali per restare competitivi. Ad aggravare la situazione degli allevamenti è la mancanza di 18 milioni di euro per finanziare progetti di filiera di primaria importanza per l’economia dell’Emilia Romagna in comparti chiave come il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, il latte di alta qualità. Ritardi anche sul fronte creditizio dove Coldiretti denuncia il continuo procrastinare dell’approvazione in Assemblea regionale del progetto di legge per la riforma della Legge regionale 43/97 che consentirà l’accesso ai finanziamenti anche a strutture specializzate nel settore agricolo e agroalimentare come Creditagri Italia. Dopo l’approvazione in Giunta regionale – sottolinea l’organizzazione dei produttori – il progetto è impantanato da quasi un anno in attesa di essere discusso dall’Assemblea. Gli interventi promessi e non ancora realizzati – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – sono tanti, dalle aziende vitivinicole non finanziate al problema dei danni da animali selvatici, dall’Istituzione dei distretti rurali e agroalimentari  di qualità (o distretti del cibo) ai progetti della vendita diretta, ma certamente uno dei più gravi e quello sulla semplificazione della burocrazia: assistiamo – denuncia Coldiretti regionale – ad una lentezza defatigante nell’approvazione delle delibere applicative, con continue dichiarazioni di principio che vengono poi nella pratica disattese e che stanno portando la nostra Regione tra i fanalini di coda in Italia per capacità di snellimento delle pratiche. Per evitare che le aziende affondino nelle palude della malaburocrazia – afferma Coldiretti Emilia Romagna – bisogna arrivare alla piena applicazione dell’istituto del silenzio-assenso attraverso i Centri di Assistenza Agricola, prevedendo l’applicazione nei principali settori, compresi i permessi per costruire fabbricati agricoli al servizio delle aziende secondo le e regole della nuova legge urbanistica regionale. Occorre – conclude Coldiretti Emilia Romagna – che la Regione dimostri di saper andare oltre le promesse e le dichiarazioni di intento e per dimostrare con i fatti la volontà di investire nel futuro dell’agricoltura eliminando la burocrazia e sostenendo gli investimenti virtuosi.​ http://www.ravenna.coldiretti.it/burocrazia-mobilitazione-coldiretti-contro-ritardi-regione.aspx?KeyPub=GP_CD_RAVENNA_HOME|CD_RAVENNA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127793584 Mon, 04 Feb 2019 10:31:43 GMT