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28/01/2009 - N.

VENA DEI GESSI: LE ISTITUZIONI STRACCIANO GLI ACCORDI


  
La complessa vicenda del Parco della Vena dei Gessi, che in passato tanto ha diviso l’opinione pubblica e gli Agricoltori dalle Istituzioni Regionali e Locali, torna a tenere banco ed accendere il confronto sulle colline Romagnole.
La storia è molto semplice – dichiarano in una nota congiunta le rappresentanze degli agricoltori di Ravenna ed Imola – a seguito del colpo di mano consumatosi in Consiglio Regionale nel 2005 con una legge ad hoc che lo istituiva, sono seguiti anni di sterile confronto fintanto che il 13 febbraio 2008 è stato sottoscritto (da Assessori, Sindaci ed Organizzazioni degli Agricoltori) un “protocollo di intesa” in cui si trovava un accordo sui confini del parco, sui danni da selvaggina, sulla rappresentatività degli agricoltori negli organi della gestione del Parco.
Ebbene, a distanza di pochi mesi da tale accordo, le Istituzioni – continuano le rappresentanze degli Agricoltori – hanno deciso, adducendo  ragioni tecnico-legali, di non rispettare gli impegni sottoscritti e di procedere con un atto di forza all’approvazione dello Statuto ed alla nomina degli organi di governo del Parco.
Stracciare l’accordo e procedere da soli a nominare il consiglio direttivo del Parco non rispettando gli accordi – per gli Agricoltori – è stata una scelta che equivale ad una vera e propria dichiarazione di guerra da parte dei Comuni, Provincia e Regione. Una responsabilità pesante in quanto erano già stati diffidati dagli Agricoltori con una lettera del 9 dicembre scorso.
Giunti a questo punto – concludono le Organizzazioni degli Agricoltori – non ci resta che manifestare tutta la nostra contrarietà giovedì prossimo a Riolo Terme dove si riunirà per l’insediamento il primo consiglio del Parco per  fare valere le nostre ragioni.
Si preannunciano quindi, anche per i prossimi giorni, altre azioni dimostrative degli Agricoltori per riaffermare che “in un paese normale, per decidere come governare un parco costruito su proprietà private, non ci dovrebbe essere la necessità  di andare in piazza o in Tribunale per capire  che deve esserci equilibrio tra proprietari, residenti e professionisti della politica”.